Philip Zimbardo, Nikita Coulombe

MASCHI IN DIFFICOLTÀ

Perché il digitale crea sempre più problemi alla nuova generazione e come aiutarla

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Edizione italiana a cura di Salvatore Cianciabella

In Maschi in difficoltà, Zimbardo e la co-autrice Nikita Coulombe esaminano l'eclissi del concetto di virilità e come questo evento si manifesta nella vita dei giovani d'oggi. Gli autori considerano l'uso eccessivo dei videogiochi e della pornografia come sintomi associati a fattori quali l'assenza della figura paterna, la crisi economica, le mancanze delle scuole, e la presenza di una graduale legislazione a favore delle donne, come elementi che colpiscono molti uomini privi di competenze e senza una direzione sociale nella propria vita.

La cosa maggiormente più controversa riguarda, secondo gli autori, l'immediata disponibilità della pornografia hardcore e della realtà dei giochi eccitanti che forniscono alternative digitali considerate meno esigenti e per molti, più attraenti del sesso, dello sport e dell'interazione sociale nel mondo reale.

L'immersione in questi ambiti alternativi sta creando il caos nello sviluppo cognitivo dei giovani, nella loro capacità di concentrazione e nel loro sviluppo sociale, permettendo così a giovani donne di eccellere nel mondo reale, dove queste competenze rappresentano una fonte di successo. Illustrando i sintomi e le cause di queste oscure tendenze, Zimbardo e Coulombe cercano di far luce su come siamo arrivati ​​a questo stato di cose e, soprattutto, su quali potrebbero essere le soluzioni.

Pieno di racconti e aneddoti, ma anche di suggerimenti concreti, Maschi in difficoltà è un libro per il nostro tempo.

Un libro che informa, sfida e, in ultima analisi, ispira.

2011: Philip Zimbardo a TED parla di "Demise of guys", del fallimento del maschio. La trasmissione è seguita da milioni di persone...

Un eBook, realizzato in seguito, ha riportato eventi di cronaca compreso il numero record di uomini che stanno eclissando i rapporti con la società e con la vita reale. In seguito è stato realizzato il libro "Man Disconnected", adesso pubblicato anche in Italia da FrancoAngeli con il titolo "Maschi in difficoltà" che, a partire dalla polemica lanciata in quella trasmissione e basandosi sulle osservazioni del prof. Zimbardo, riporta la ricerca del professore americano e l'indagine che è stata realizzata su oltre ventimila spettatori in seguito al TED Talk.

Andrew Przybylski e Phil Zimbardo discutono sugli effetti dell'uso dei video game

FATTORI CHIMICI, BIOLOGICI E AMBIENTALI

Addio al maschio. In aumento sterilità, pene più corto e maschi effemminati. La sterilità maschile è raddoppiata e l’organo sessuale è diventato più corto. Nell’analizzare il fenomeno del calo delle nascite in Italia nel 2016 (e nell’ultimo decennio) è emerso che i maschi di stanno ‘femminilizzando’, perdendo la loro virilità e anche la capacità riproduttiva.

Pene più corto e…

Tra i tanti problemi riscontrati quanto a virilità e riproduzione, il maschio di oggi riscontra una vera e propria ecatombe di spermatozoi, il cui numero è crollato miseramente. Si è così scoperto che un ragazzo su tre è a rischio infertilità – e la sterilità maschile in genere raddoppiata negli ultimi vent’anni. Quanto al pene, quello dei maschi odierni è in media di un centimetro più corto rispetto a prima. E i livelli di testosterone in un uomo di sessant'anni sono molto più bassi rispetto a quelli di suo padre alla stessa età. Infine, ciliegina sulla torta, sono in aumenti i casi di maschi che sviluppano il seno femminile: che l’uomo si stia dunque femminilizzando?

Niente figli

I dati parlano chiaro: in Italia una coppia su cinque non riesce ad avere figli e, per questo, ricorre alla fecondazione in vitro. Da tempo ormai il numero delle morti all’anno ha superato quello delle nascite, e in cinquant'anni il nostro Paese ha perso il 50% delle nascite. Con una media di 1,3 figli per donna si è stimato che nel giro di tre generazioni sparirà il 60% dei giovani. Che sia un segnale che l’umanità è destinata a scomparire nel giro di breve?

Un ambiente sempre più invivibile

Di fronte a questo disastro gli scienziati hanno cercato di dare delle risposte. Una è quella vede come causa l’ambiente sempre più inquinato e invivibile: aria irrespirabile, cibo pieno di sostanze nocive (o anche farmaci e ormoni), inquinamento elettromagnetico ed esposizione continua a onde radio (telefonia mobile, Wi-Fi ecc.), sostanze chimiche con cui veniamo in contatto ogni giorno e altro ancora minano sempre più la nostra salute in generale, e in particolare quella riproduttiva, interferendo con il sistema ormonale.

Mutazioni

Se qualcuno pensa che l’uomo che diviene ‘donna’ sia un qualcosa da film di fantascienza o una commedia grottesca dovrà ricredersi pensando a come l’inquinamento ambientale abbia già fatto le sue vittime in natura. È il caso dei pesci che cambiano sesso a causa dell’acqua contaminata o gli alligatori ermafroditi della Florida (Usa). L’allarme è già da tempo stato lanciato da eminenti esperti, tra cui il prof. Richard Sharpe del Centro per la salute riproduttiva dell’Università di Edimburgo (Uk), il quale, proprio durante la trasmissione di RAI3 ha ricordato come «Noi siamo tutti programmati per essere di sesso femminile. Se non succedesse qualcosa durante lo sviluppo del feto, saremmo tutte femmine, è il programma di base. Diventare maschio – sottolinea Sharpe – significa modificare questo programma. Il testosterone è fondamentale per un uomo. Quello che noi stiamo vedendo, è che il programma di sviluppo attivato dal testosterone non sta più funzionando correttamente. E gli uomini sono più vulnerabili rispetto alle donne, perché i feti maschili sono più sensibili alle sostanze chimiche dell’ambiente, rispetto a quelli femminili». Insomma il maschio androgino non è più soltanto una fantasia, ma presto potrebbe diventare realtà.

LA STAMPA: http://www.lastampa.it/2017/03/13/italia/cronache/sterilit-raddoppiata-in-anni-e-pene-pi-corto-cosa-succede-al-maschio-doggi-ufdkp09IC6eO9NZ9cKE73N/pagina.html

Presa Diretta, Rai3 - Sezione Risorse Video - Documentari

Sistema ormonale sotto attacco  

Le cause della femminilizzazione del maschio e, di conseguenza, della sempre più scarsa capacità riproduttiva si deve alla diffusione di sostanze chimiche presenti in oggetti di uso quotidiano che stanno interferendo sul nostro sistema ormonale. Sono tante e non sono ancora tutte note. Ci sono per esempio gli ftalati, presenti ovunque: nella pellicola trasparente con cui avvolgiamo il cibo, nelle vernici, nei detersivi, nei profumi e nei cosmetici. «Per quanto riguarda gli ftalati - dice Anna Maria Andersson, scienziata che fa parte del gruppo di ricerca dell’Ospedale universitario di Copenaghen, all’avanguardia al mondo per lo studio sugli interferenti endocrini - noi abbiamo delle prove evidenti che, negli animali, l’esposizione ad alcune di queste molecole durante la gravidanza causa seri problemi di fertilità alla prole di sesso maschile». 

Anche il bisfenolo A, presente in molti oggetti di uso comune è un altro composto chimico sospettato di avere sugli organismi degli effetti simili agli ormoni femminili. E a questa sostanza non siamo davvero molto esposti. «Nei cibi in scatola all’interno c’è - spiega Nicolas Olea, esperto di bisfenolo A dell’Università di Granada - una pellicola che sembra plastica…anche quella è fatta di bisfenolo A, e una parte può migrare nel cibo che mangiamo. La maggiore fonte di esposizione a questa sostanza per noi pensiamo sia proprio il cibo in scatola».  

Mascolinizzazione in pericolo  

L’esposizione a queste sostanze che interferiscono con il sistema ormonale inizia ancor prima di nascere. «Le persone non sanno - dice Katharina Main, ricercatrice all’ospedale di Copenaghen - che parte della loro salute e della fertilità è determinata ancor prima della nascita. Noi abbiamo trovato circa 120 sostanze chimiche diverse nelle donne incinte. 120, in tutte. È spaventoso! Vuol dire che quando nasci sei già esposto attraverso tua madre a un grande numero di queste sostanze. E questo è un problema, perché dopo, quando cresci, l’esposizione non si ferma più». In effetti, la femminilizzazione inizia già nella pancia della mamma. «Noi siamo tutti programmati per essere di sesso femminile», spiega Richard Sharpe, professore del Centro per la salute riproduttiva dell’Università di Edimburgo. «Se non succedesse qualcosa durante lo sviluppo del feto - continua - saremmo tutte femmine. È il programma di base. Diventare maschio, significa modificare questo programma. Il testosterone è fondamentale per un uomo. Quello che noi stiamo vedendo, è che il programma di sviluppo attivato dal testosterone non sta più funzionando correttamente. Alcuni studiosi parlano di femminilizzazione del maschio, ma io trovo più preciso definirlo: un fallimento della mascolinizzazione».

Aspetti analizzati in un libro che, nelle diverse versioni, ha integrato ricerche e studi e che adesso è pubblicato anche in Italia da FrancoAngeli, buona lettura:

Demise of guys --> Man disconnected --> Maschi in difficoltà

 

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